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 Questo viaggio attraversa le dolci colline dell’alto tavoliere di Puglia tanto amate dall’Imperatore Federico II. Imperdibile la sosta all’area archeologica di Castel Fiorentino in agro di Torremaggiore. Gli scavi archeologici del sito abbandonato hanno riportato alla luce la domus federiciana con i segni evidenti delle distruzioni e dei rifacimenti di età angioina. Si possono mirare i resti del borgo medioevale, noto alla storia per aver accolto l’Imperatore Federico II di Svevia, deceduto proprio a Castel Fiorentino nel dicembre del 1250. La città, insieme a Troia, Civitate e Dragonara fu inserita nel sistema strategico-difensivo della frontiera settentrionale della Puglia, allo scopo di fronteggiare gli attacchi dei nemici dell'impero di Bisanzio. Venne distrutta durante le aspre lotte tra il papato e la casa di Svevia e la sua vita non si riprese mai più, infatti i suoi abitanti si rifugiarono nella vicina  Torremaggiore.

L’itinerario prosegue alla scoperta dell’olio extravergine d’oliva e la sosta obbligata è a Torremaggiore. In questo tipico borgo medioevale, che conserva ancora il bellissimo Castello Ducale, pare che il tempo si sia fermato. Percorriamo le strette viuzze che raccontano la storia del popolo daunio e ci fermiamo per la visita all’Antico Frantoio Ametta, un palazzo storico di pregio, caratterizzato da volte a vela e a botte, preservato con cura e attenzione dal suo proprietario Ugo Ametta. Con orgoglio Ugo ci racconta la storia della sua famiglia che da 150 anni tramanda il rito della lavorazione dell’oro verde. La sua passione, che coltiva da oltre trent’anni, la diffonde anche oltre i confini nazionali, fino in Sud Africa, dove fa consulenze ed esporta l’arte dell’olivicoltura di qualità. Potremo degustare l’olio di Peranzana, meravigliosa e pluripremiata Vincentius Ametta olio EVO Biologico Dop Dauno, etichetta dedicata al nonno Vincenzo, medico chirurgo e letterato che decise di dare impulso all’attività creando un frantoio comune per accogliere la molitura dei tanti olivicoltori locali.

Il viaggio prosegue per Lucera, città templare per antonomasia, ma che da sempre esercita un'attrazione dettata dalla storia stratificata nei suoi vecchi edifici. Rivoli di strade su cui si affacciano splendidi palazzi signorili barocchi o neoclassici, ricchi di stucchi, decorazioni o intarsi di oro zecchino. E proprio da una di queste stradine si arriva al centro di una vasta piazza nella quale sorge il Duomo, dallo stile gotico - bizantino e dalla pianta a croce latina. Sull'antica rocca Diomedea sorge invece, l'imponente Palatium voluto da Federico. Da non perdere la visita al superbo anfiteatro romano.
Pranzo dal Cortiletto ubicato in un antico palazzo nobiliare. Paolo Laskavy, patron del ristorante, interpreta il territorio in chiave moderna proponendo un menu ricco di storia e tradizione. Tra le proposte per l’antipasto c’è il carpaccio di maialino in misticanza con ricotta, confettura di fichi fioroni, mandorle tostate, fiori secchi ed emulsione di vin cotto, mentre tra i primi interessante l’assaggio dei “troccoli” specialità di pasta fatta in casa tipica della Daunia, con carne sfumata con moscato, cipolla rossa, fonduta di caciocavallo e seme di papavero con scaglie di parmigiano. Pernottamento da Palazzo D’Auria Secondo, che conserva affreschi d’epoca, splendide corti e arredi sontuosi.